Chi ha avvistato Roger Rubbish? L’incredibile storia di un coniglio mannaro

Vi ricordate dei sacconigli di Pasqua? Scommetto che il vostro preferito era, però, il coniglio mannaro, nato da una vecchia sciarpa, dal bordo rigato di una maglietta e da qualche ritaglio dei cuginetti fiorati. Io vi ho avvisati, non dite di no: è pericolosissimo e voracissimo; ingoia qualsiasi rifiuto ci sia a portata di zampa. Non è un caso, dunque, che si chiami Roger Rubbish…

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Purtroppo qui a casa nostra sembra non essergli andata molto bene, però. Come sapete uno dei nostri giochi preferiti è il riciclo, e da quando papà-cavaho mi ha concesso un po’ di spazio in garage per stipare dietro un’anta chiusa (così occhio non vece e cuore non duole) i miei “questo lo tengo, ho già un’idea…”, qui in casa le occasioni ghiotte sono sempre meno.

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Non gli restava che scappar via in cerca di banchetti migliori, e così ha fatto. Io vi ho avvisati, vi ricordate?

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La prima ad avvistarlo è stata Valentina dei Riciclattoli (forse perchè ha saputo che sta per uscire un suo nuovo libro, tra conigli le voci corrono…), poi è passato da Silvia di Mammabook e da Rita di Faccioedisfo ma non si è fermato lì e ne ha combinate delle belle, già pensando alle vacanze.

Andate a scoprire che cosa è successo in casa Riciclattoli… 

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ve lo spiega Valentina e ce n’è per tutti, anche per voi!!!!!

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Vi aspettiamo per giocare insieme a noi!!!!!!!!

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A sQuola di blog

Ragazzi a mollo nelle pozze di luce del mattino, davanti a sQuola. La primavera che avanza nelle loro t-shirt, che osa sotto i pantaloni 3/4 di qualcuno già in infradito, o si rintana seguendo il brivido secco di qualche ragazza. La felpa ripresa, una sciarpa fiorata che spunta di nuovo fuori, inattesa. Gli zaini di tutti a casa, per l’autogestione.

squola

Qualcuno che sa già di caffè o sigaretta, altri che si appoggiano al muro o si abbandonano sullo scalino, e io che per un attimo ho di nuovo 15 anni, in tasca gli spicci per la pizzetta della ricreazione. Quella del terzo piano, raggiunta dopo una coda da concerto, l’ultima dello scatolone.

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Aspetto anche io la campanella, immersa nel brodo primordiale di quelle chiacchiere fitte, e guardo passare il loro fiume in piena, intento a creare capannelli, ma già in viaggio verso le aule in attesa. Mi bevo senza affanni la loro adolescenza, tanto ho già dato, tenendo per me solo i ricordi più belli, e ancora darò, come madre, ma non adesso, non ora.

coseunblog

Seguo Serena e Massimiliano e quel loro confortante prendersi cura degli orizzonti dei figli oltre la sala in cui proiettano Matrix, oltre quella chitarra imbracciata che batte il ritmo in corridoio, fino a quella che scopro sarà la mia aula.

blogyou

Poi eccoli, pochi, pochissimi, i miei ragazzi. La loro coda tra le gambe a poco a poco si srotola, così la lingua: “Ma cos’è un blog?” “Ma a cosa serve?” “Ma come si apre?” “Ma ho visto in tv che una ha chiuso il suo blog che era come un diario perchè tutti lo leggevano, è vero?”

blog difficile

Il ghiaccio a poco a poco si rompe e si parla del sogno di aprire un blog per recensire insieme agli amici gli album che si ascoltano, piuttosto che dell’interesse per il fashion. Nemmeno mancano le confessioni: “Io di blog non ne leggo nemmeno uno, prof”

statisticheblog

Io lì, insieme a loro, in quell’aula come di 25 anni fa, con la cartina fisica dell’Europa e la tavola degli elementi chimici, quei vetri sempre opachi affacciati sulla città, ma la LIM accanto ai gessetti.

bloggareononbloggare

Io lì, subito disarmata, chiamata per spiegare come si installa WordPress e come ti puoi fare un sito da solo, ma che più che altro li ascolto, rispondo alle loro domande, imparo pian piano a vedere il web con i loro occhi.

diventiamoamici

Che per loro non è che un altro modo per stare insieme agli altri, come sempre, diversamente, un po’ di più.

share

Ecco perchè per una volta non parlo di craft, di handmade, di tutorial, di lavoretti. Grazie ai quei ragazzi (sono andata per insegnare, e invece ho imparato) sono qui a raccontarvi che vorrei conoscervi tutti, vedervi, toccarvi. Mangiare insieme a voi quella pizzetta, accovacciati sulla scala antincendio mentre la bidella non vede, non sente, non duole. Fare con quel tovagliolo una collana, un decoupage, un nonsochè :D.

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Ed ecco perchè ho aggiornato il plugin per condividere le cose che scrivo (avete presente, quello con tutti i social-cosi in fondo all’articolo, no? Il calzolaio ha sempre le scarpe bucate e il mio non funzionava più!),

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ed ecco perchè spero che sempre di più anche i non-blogger abbiano voglia di lasciare qua e là qualche commento (non solo più in privato come fanno adesso), giusto per fare toc-toc, per dire che “tra quei click dello scorso mese c’ero anche io mi chiamo Simone, Lucia, Antonio, Mammaorsa… guarda che mi piace passare di qua, diglielo a quel tuo Gooogle Analitycs che non sono solo un visitatore che visualizza“.

 

Padronissimi anche di lasciare solo un Mi piace su Facebook per rompere il ghiaccio, di continuare a scrivermi in privato per chiedermi un consiglio o mandarmi la foto di un lavoretto fatto seguendo un mio tutorial, di lasciare altre tracce, io le seguirò. Sarete comunque i benvenuti, in qualsiasi modo vogliate essere lì. Parola di cappuccetto rosso con la coda di lupo.

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Prima di cominciare a immaginarvi in vacanza, ricoperti di uova di cioccolato, vi ricordo che oggi è venerdì. Trovate il mio piratesco tutorial di Pasquetta su LaStampa/mamme per I Lavoretti Insieme. E che la Pasqua DIY sia con voi!

P.S.: Di solito le foto che trovate sul mio blog le ho scattate io. Raramente un mio familiare sotto tortura. Questa volta però sono fotomontaggi che ho creato a partire da uno dei mille siti di photo-editing disponibili on line. Era uno degli argomenti della lezione :D e visto che ai ragazzi è piaciuto tanto… Hanno infinite possibilità, non sottovalutateli!

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