Il lettino handmade delle bambole

Ci sono giorni in cui Mumù è malata, e bisogna prendersi cura di lei. Metterle il cerotto, guardarle la gola, darle la medicina anche se non vuole, portarla dal dottore che le scrive la ricetta (per questo teniamo delle vecchie prescrizioni inutilizzate da parte, tutto serve eh eh) e la maggior parte delle volte le raccomanda di mettersi la copertina quando dorme.

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Questo perchè un grande – per noi ora ancora grandissimo – ostacolo da superare crescendo è imparare a dormire con la copertina! Difficile….

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Speravamo che giocare a mettere a nanna le bambole in un letto quasi vero, rincalzando le copertine fatte a mano da Supernonna e i lenzuolini ricamati da nonna Rosetta potesse servire a qualcosa, ma la nanetta fa il gioco duro: della coperta non ne vuole sapere.

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Per Natale dei miei zii dalle mani d’oro e dal cuore ancora più grande, hanno cucito con pazienza anche un materasso vero per Mumù (un vero gioiellino in lana di pecora delle nostre montagne, che adoro e prima o poi fotograferò), ma questo non ha cambiato le cose. Nemmeno tirare fuori la copertina della mia culla è servito.

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Che vi devo dire? Nel ricapitolare i tentativi fatti mi sembra di aver esagerato nel tentare di risolvere il problema, ma solo per un attimo: basta provare a contare i raffreddori e le febbri prese, per non parlare delle pipì traditrici nel bel mezzo della notte, per farmi ripromettere di provarci di nuovo, con l’autunno che verrà.

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Intanto, peró, mi godo questi lettini da mille e una notte, con cui Anna gioca e rigioca, moltiplicando il fare e disfare dei letti del dottore o del pisolino dell’asilo per infiniti giacigli. Tutto è papabile, ogni straccio incontrato è trafugato, i sacchetti di stoffa diventano sacchi a pelo, i tovaglioli coperte perfette. E le bambole dormono e si svegliano, mangiano, si lavano, si vestono, vanno all’asilo e poi ridormono, in un ciclo infinito che a me ricorda qualcosa… e a voi?

2_cuscino_bambole_materasso_tutorial_lavoretticucitobambini_cushionforthedollhouseP.S.: Oggi è venerdì. Trovate il mio nuovo tutorial per I Lavoretti Insieme su LaStampa.it/mamme: spiego proprio come realizzare – far realizzare dai vostri bambini – cuscini e materassi handmade come questi. Ringrazio Supernonna per avermi rispiegato il trucchetto imparato dallo zio Mauro e Elenita per le sue stoffe: sono così belle che ci ho messo un po’ per trovare il coraggio di usarle!

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La tracolla della borsa di iuta punge: come fare?

Non so per voi, ma per me e le mie amiche di solito la craft room coincide con qualche scatola infilata di qua e di là negli angoli più disparati della casa, pronta al trasferimento nel caso in cui diventasse oggetto di una possibile causa di divorzio. Nel mio caso il Dremel vive in cucina (quasi fosse un elettrodomestico per montare le uova), la scatola di stoffe da riciclare condivide il suo spazio vitale con un sacco di calzini selvaggi, la busta con il polistirolo che mi hanno dato nonni e amici “visto che tu lo ricicli” è uno degli ostacoli da superare per accedere al pc… tanto per fare degli esempi.

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Niente a che vedere con quelle stanze superaccessoriate e superordinate con cui talvolta mi rifaccio gli occhi sul web, ma tant’è. Lo confesso: ogni tanto mi viene l’idea di mettere da parte i soldini per affittare un piccolo laboratorio, ma poi finisce come in UP: il porcellino viene rotto dalla contingenza e io continuo a sognare le Cascate Paradiso… eh eh

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Ops, oggi mi sono un po’ persa dietro uno dei miei più amati voli pindarici, acchiappatemi presto, un po’ di zavorra: nel mio post di oggi in realtà volevo raccontarvi di come la mia amica Gabi abbia cercato di fare un po’ d’ordine nella sua craftroom – diciamo anche un po’ di selezione (quel tanto da non sentirsi poi dire “Scegli, o me o la roba!”, capite il problema?) – e di come sia riuscita a separarsi solo da due cose: questa borsa e 1kg di creta.

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Il passaggio del testimone è avvenuto con un “Vedi un po’, magari a te viene un’idea. Io volevo decorarla, ma è lì da anni. Fai tu!” così la borsa in questione è rimasta sepolta per un po’ di mesi anche in casa mia. Sapevo che così com’era non l’avrei mai usata: la iuta è un bellissimo materiale, che adoro ma, come tracolla di una borsa estiva, è peggio che andar di raspa. Lo sapete, no, quanto pungeeeeeeee!

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Adesso che ho ripreso in mano l’uncinetto, però, mi è venuta l’idea di tricottare una sorta di spallaccio: maglia bassa per la parte centrale, maglia alta più una catenella per le due strisce traforate, un punto ondulato per gli archetti. Ho usato tre azzurri diversi, trafugati tra gli avanzi di Supernonna, alternandoli nel disegno (ma non so se nelle foto si vede molto, la luce non era delle migliori) e un uncinetto n°3. Voi cosa ne dite? A me sembra funzionare: è morbida al contatto con la spalla nuda e, poichè l’ho cucita alla tracolla, dovrebbe anche mantenere forma e dimensioni.

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Certo, adesso bisognerà pensare a come richiamare il motivo nella parte bassa, avete qualche idea?

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Intanto, per non scoraggiarci rispetto alle crafter tanto fortunate da avere un laboratorio tutto per loro, ripetiamo insieme a voce alta: la nostra craft room è ovunque noi siamo!!!!! Che tanto, male non fa…

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Dal Social Mom a Networkmamas e MammaCheBlog: buona festa della mamma a tutte!

Spuntano come funghi queste mamme, me compresa. Tutta colpa del web.

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Piano piano, passo dopo passo, diventiamo moda, fenomeno, curiosità da soddisfare – per gli altri – e reale occasione di cambiamento, di ascolto, di confronto – per noi. Scopriamo tanti modi diversi di essere mamma e tante strade possibili per non essere solo una mamma. Oggi – che è la nostra festa – ho due storie in proposito da raccontarvi. Avrete la pazienza di starmi ad ascoltare?

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E……. UNO! Vi ricordate che lo scorso settembre ero andata al Social Mom durante la Social Media Week di Torino? Nel raccontarvi l’incontro avevo scritto di mamme tra il pubblico che tenevano in braccio “il proprio bimbo dormiente, quel piccolo filo di bava sulla loro maglietta come una meritata medaglia al valore”. Ho da poco scoperto che quel cucciolo era la piccola Flora e che la sua mamma Cristina sta portando avanti con determinazione il progetto allora esposto: Networkmamas.it, una piattaforma di telelavoro per le neomamme italiane.

Mi ha contattata perchè questo suo progetto che Carlo Petrini di Slow Food ha definito “bellissimo e necessario” sta crescendo, e si propone di farlo ancora, per mettere in rete tutte quelle donne che vogliono/devono fare la mamma mezza giornata, ma desidererebbero rimettere in gioco la propria professionalità. Ho chiesto a Cristina di spiegarci meglio la sua idea, un’iniezione di ottimismo ideale in una giornata come questa.

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* So che la tua storia è uguale a quella di molte altre neo-mamme, ma che tu, ad un certo punto, hai deciso di trasformare in un punto di forza quello che lavorativamente parlando sembrava essere stata una debolezza: la nascita di un figlio.
Io nasco web designer. Lavoravo in una multinazionale, ma ho perso il lavoro contestualmente alla scoperta di essere incinta, scoperta aggravata dal clima di crisi economica. Un mix esplosivo. Viola è arrivata nel 2008 ed ero abbastanza convinta che me la sarei goduta un po’ e poi mi sarei rimessa in pista… non è successo. E’ stata la nascita di Flora che mi ha spinto a tirarmi su le maniche, ad inventarmi quello che non c’era: il lavoro.
* Così hai fondato Networkmamas: cos’è oggi, e cosa si propone di diventare?
Oggi è una community di circa 400 persone, un gruppo Liinkedin omonimo e un progetto nel quale crediamo fermamente. Con il supporto e i feedback delle pre-iscritte, vogliamo realizzare un prototipo da proporre agli investitori per poter diventare un sito dove le mamme in gamba effettuino consulenze on-line sulla materia di cui sono esperte. Per coronare il nostro sogno, l’obiettivo è concludere positivamente la campagna di crowdfunding attiva dal 12 maggio al 9 giugno su www.networkmamas.it
* Cosa può fare una mamma in mezza giornata?
In mezza giornata gestita col telelavoro, una mamma può giocare con i lego, colorare e fare puzzle… nell’altra metà… può fare tutte quelle cose che un uomo non riesce a fare nemmeno in un giorno intero :) Vorremmo lasciare che le mamme si gestiscano autonomamamente il proprio tempo, dando loro la possibilità di venderlo online sotto forma di una consulenza. I privati e le aziende quindi potranno comprare una consulenza professionale delle nostre supermamme, prenotando una sessione di 15, 30 o 60 minuti. Nella community abbiamo mamme dai talenti più disparati: commercialisti, tecnici informatici, art director, naturopate… e ne aspettiamo tante altre.

Non so se Cristina saprà concretizzare il suo progetto, ma voglio dare fiducia ad un’idea di partenza così semplice e necessaria, che solo una neo-mamma avrebbe potuto concepire. Voi cosa ne dite? Se siete interessate a saperne di più visitate il suo sito, contattatela: non sta aspettando che voi. Intanto, care mamme, parliamo del prossimo weekend. Avete ancora pazienza?

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E……. DUE! Per venerdì 24 e sabato 25 maggio Fattoremamma ha organizzato a Milano l’evento annuale dedicato a tutte le mamme della blogosfera, Mammacheblog. La scorsa edizione l’avevo seguito un po’ solo via streaming, ma quest’anno non me lo voglio perdere. Sarà solo un blablabla? Non credo proprio. A giudicare dal programma, l’intento non è solo quello di rendere meno virtuali le vicine di blog, ma di focalizzarsi sul tema del blogging, per imparare a migliorare le proprie competenze.

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Il primo giorno, infatti sarà tutto dedicato ai MOMClass, una serie di workshops (gratuiti, ma ai quali è necessario iscriversi per poter partecipare), tenuti da chi ha esperienza diretta e di successo sui temi che saranno trattati.  Il secondo giorno, invece, ci saranno MOMTalk e MOMShocase. Io ci sarò, spero di incontrare qualcuna di voi. Intanto buona festa a tutte, anche alla mia: io vado a scartare il lavoretto di mia figlia, non vedo l’ora di scoprire cosa sarà…

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Da Supernonna a Fatamadrina: il mio regalo per la festa della mamma

Da sempre, da che io ricordi, vedo crescere mia madre accanto a me. Non ha mai smesso – accanto a mio padre – di sentire e ricercare, di mettersi in gioco, di progettare.

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Nei cicli della vita, molte sono le prove che ha dovuto superare, ma il suo sguardo non ha mai smesso di essere curioso, attento al mondo intorno, pronto a far fiorire i semi trovati.

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A lei, a quel suo destreggiarsi tra rovi, fioriture e gramigne con l’istinto di un giardiniere, consapevole del continuo bisogno di cambiamento e rigenerazione che feconda e rinnova noi tutti, dedico non questa, ma tutte le mie picciotte.

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Perchè spero sempre che ognuna di esse sia portatrice sana di un progetto vero, realizzabile, piccolo, capace di rimettere in circolo le nostre energie, nonostante la corsa dei giorni. E questa luce, costante, sulla strada, l’ho imparata proprio dalla loro Fatamadrina.

min_festadellamamma_tutorial_lavoretto_bambinipiccolissimi_playdo_riciclotappipennarelli_vasettoP.S.: Il mio tutorial per I Lavoretti Insieme su LaStampa.it/mamme oggi è dedicato ai piccolissimi. La festa della mamma è prima di tutto una festa loro no? Per chi fosse interessato, le istruzioni sono realizzabili last minute, riciclano un pezzo del pennarello, e sono davvero a prova di papà. Per i più grandi la mia proposta di quest’anno la trovate qui.

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