Non so dirvi come questo sacchettino di microswitch (interruttori, per noi gente comune) sia finito in casa nostra… Sicuramente papà Mac Gyver (che recupera e tiene tutto) li ha introdotti mostrando tanto di passaporto. Il ricordo è vago, forse per qualche amico che ne aveva bisogno. Sta di fatto che a forza di vederli girare per casa – passando dallo svuotatasche alla scrivania, dalla scrivania al cassettone, dal cassettone al cestino di vimini – alla fine li abbiamo adottati. Ci siamo lasciati sedurre dalle loro espressioni buffe, antropomorfe e non abbiamo resistito: ci siamo armati di Didò e paste polimeriche. Questa è la nostra prima piccola tribù di mostrilli.
Anna dice che si chiamano (da sinistra verso destra): Didi, Tapo, Poz, Edot, Evogi, Duss, Dit, Tit, Tat.
Lui è il nostro preferito, Edot. Qui respira la luce di un indimenticabile tramonto, davanti al prato di Anna Laura Cantone (“A ciascuno il suo… prot!” Edizioni Arka. Un libro da avere).
E questi sono loro prima del nostro passaggio. Irresistibili vero? E se la vostra curiosità ha ancora voglia di dare una sbirciatina, potete guardare anche qui i mostrilli che ha fatto Anna con le sue manine…
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