Social fimo per un poker di collane

Prendete cinque donne, mamme e rimamme, e un uomo che dopo averle salutate si nasconde nel suo laboratorio.

Social fimo: perline per collane

Prendete una cucina, una ‘nonna papera’ per fare la pasta in casa ormai ad altri scopi destinata, una tela cerata su cui non dover trattenere l’istinto creativo. E mattarelli, estrusori, formine di diverse dimensioni, un vetro su cui lavorare, scottex e salviette, e tante tante chiacchiere.

Social fimo: perline per collane

Quello che otterrete sarà un turbinio di mani indaffarate, di voci curiose, di “Tu come stai?” e “Tu come fai?”, “A te è venuto meglio” e “Ma che bel colore dove l’hai preso…” Don’t worry, is social fimo!

Social fimo: perline per collane

Sarà sempre solo dopo la fase iniziale deputata alla scelta di colori e della tecnica, e a quella più propedeutica (e più noiosa) degli impasti, che calerà piano piano il silenzio.

Social fimo: perline per collane

A sentir Betty Edwards succede perchè è finalmente la parte destra del cervello – non verbale, sintetica, concreta, analogica, atemporale, non razionale, spaziale, intuitiva, globale – a prendere finalmente il sopravvento.

Amicozzole di social fimo

Allora, senza far niente, il ritmo del gruppo cambia, andiamo come sott’acqua, e le nostre mani riprendono potere, insegnandoci pian piano cosa fare…

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